Health & Longevity Summit: la sfida di aggiungere vita agli anni
Vivere più a lungo non significa necessariamente vivere più a lungo in salute. In Italia, la speranza di vita alla nascita è di 83,4 anni, mentre quella in buona salute si attesta a 58,1 anni (Istat, 2024). Un divario che mette in luce una delle principali sfide del nostro tempo: fare in modo che vivere più a lungo significhi anche preservare salute, autonomia e qualità della vita.
Sono stati questi i temi al centro dell'evento Health & Longevity Summit 2026, promosso dal Gruppo Il Sole 24 Ore con il contributo non condizionato di IBSA Italy. L’evento, moderato da Nicoletta Carbone, giornalista di Radio 24, ha riunito oltre mille partecipanti tra pubblico in presenza e online, coinvolgendo istituzioni, clinici ed esperti del settore.
Prevenzione e innovazione per un sistema sanitario sostenibile
Come affrontare l’invecchiamento della popolazione tutelando al tempo stesso la salute delle persone e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale?
La parola chiave è prevenzione. Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto Mario Negri, ha richiamato la necessità di intervenire prima dell’insorgenza delle patologie, anche attraverso comportamenti quotidiani come muoversi regolarmente, dormire a sufficienza e seguire un’alimentazione equilibrata.
La prevenzione richiede però anche condizioni organizzative e istituzionali adeguate. Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, ha approfondito le criticità che ostacolano l’efficacia degli interventi preventivi, mentre Victor Savevski, Chief Innovation & Partnerships Officer e direttore dell’AI Center di Humanitas, ha esplorato le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dall’innovazione tecnologica in ambito sanitario, sottolineando l’importanza di un utilizzo sicuro e sostenibile.
Sport, alimentazione e relazioni
Una longevità in salute si costruisce anche attraverso piccole abitudini quotidiane e attenzione alle diverse dimensioni del benessere.
Il campione olimpico Jury Chechi e Damiano Galimberti, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e fondatore di I.L.S.A. (International Longevity Science Association), hanno approfondito il ruolo del movimento e dell’alimentazione, sottolineando come uno stile di vita equilibrato comprenda anche socialità e attenzione a sé.
Alla salute fisica si affianca quella cognitiva, al centro dell’intervento del neuropsicologo Giuseppe Iannoccari, fondatore e presidente dell’Associazione Assomensana, che ha evidenziato l’importanza di mantenere la mente attiva nel corso degli anni.
Anche le relazioni, l’inclusione e la solidarietà contribuiscono al benessere individuale e collettivo: un aspetto emerso dal dialogo tra Arisa, cantautrice e madrina della Fondazione Francesca Rava, e Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione, dedicato al valore della cura e dell’attenzione verso le persone più fragili.
Salute osteoarticolare, medicina estetica e benessere intimo
Preservare la qualità della vita significa anche riconoscere e affrontare i cambiamenti che accompagnano l’invecchiamento. Sul fronte osteoarticolare, Fabrizio Gervasoni, fisiatra e responsabile delle Cure domiciliari del Fatebenefratelli Sacco di Milano, e Silvia Tonolo, presidente di ANMAR, hanno approfondito il rapporto tra movimento e salute, richiamando l’attenzione sul dolore e sulla paura di muoversi, che possono limitare l’attività fisica nelle persone con patologie osteoarticolari.
Emanuele Bartoletti, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, e Maurizio Cavallini, presidente di Agorà si sono invece confrontati sull'importante contributo della ricerca e dell’innovazione nell’evoluzione della medicina estetica rigenerativa con nuove prospettive per accompagnare i cambiamenti del corpo nel tempo.
La salute intima e sessuale nell’età adulta è stata invece al centro del dialogo tra Marta Giuliani, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica, ed Emmanuele A. Jannini, professore ordinario di Endocrinologia, Andrologia e Sessuologia medica all’Università di Roma Tor Vergata. Il confronto ha approfondito i cambiamenti fisici e psicologici che possono accompagnare le diverse fasi della vita e l’importanza di riconoscerli senza sottovalutarne l’impatto sul benessere personale.
A chiudere il percorso Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità, sul caso Blue Zone e gli ultracentenari della Sardegna, uno dei territori simbolo a livello internazionale per lo studio dei fattori legati a una vita particolarmente lunga.
Un primo appuntamento che segna l'inizio di un impegno a lungo termine: fare da ponte tra la ricerca scientifica avanzata e il benessere quotidiano dei pazienti, perchè il futuro della salute si costruisce oggi, un anno di qualità alla volta.